Attraverso il deserto e il mare

5 Set

Un documentario di Marzia Coronati e Elise Melot

Prodotto da Amisnet & Active Vision

Durata 30’00 Anno 2011

Dall’Egitto a Israele, dalla Grecia all’Italia. “Attraverso il deserto e il mare” è il racconto di viaggio di due delle rotte più battute dai migranti che si muovono lungo le coste del Mediterraneo. Nell’audio-documentario sono raccolte le voci dei protagonisti di questi lunghi e pericolosi viaggi.

Oggi in Israele vivono circa trentamila profughi. Provengono dall’Eritrea, dalla Somalia, dal Sudan o dal Darfur. Il loro viaggio, fatto di incontri, pericoli e scelte fortuite, li ha portati in questa terra medio orientale. Hanno dovuto oltrepassare di nascosto la frontiera che separa l’Egitto da Israele, attraversando il deserto del Sinai. Alcune organizzazioni israeliane che si battono per i diritti dei profughi, come Physician for Human Rights e Hotline for migrants workers, dopo numerosi colloqui sono riuscite a ricostruire la realtà dei campi nel deserto egiziano, all’interno dei quali i passeurs, spesso beduini, tengono segregati i migranti. Lunghi periodi senza cibo e acqua, torture, violenze sessuali, sparizioni.

Molti dei rifugiati che si sono mossi verso Israele avevano prima tentato di raggiungere l’Europa passando dalla Libia, ma non c’erano riusciti, a causa di un accordo tra l’Italia e la Libia, con cui l’Italia ha respinto migliaia di migranti sulle coste nordafricane. Altri invece hanno tentato di entrare nel vecchio continente passando dalla Turchia e poi dalla Grecia. Nella penisola ellenica oggi vive più di un milione di migranti. Agli afgani, iracheni, pachistani e iraniani negli ultimi anni si sono aggiunti migliaia di africani. La maggior parte di loro considera il paese solo una terra di passaggio, una porta di accesso alla “vera Europa”, che cerca di raggiungere in tutti i modi. La rotta più battuta è quella dell’attraversamento dell’Adriatico, ma ad Ancona, così come a Venezia, a Bari e a Brindisi, è difficile sottrarsi ai controlli della polizia. I porti sono blindati e spesso chi arriva è respinto nel porto greco da cui è partito, che è anch’esso altamente sorvegliato.
La frustrazione dei migranti che vedono svanire la speranza di partire giorno dopo giorno è sempre più forte e sono frequenti i tentativi di fughe disperate, ad esempio a piedi, attraverso l’Albania.

Questo documentario fa parte di un progetto realizzato con il sostegno della Anna Lindh Foundation, da Amisnet, Active Vision e Servizio Civile Internazionale.

Le testimonianze sono quelle di Habtum, Kabdum, i ragazzi della collina di Igoumenitsa, Polixeni Andreadou, l’associazione Kinisi, l’associazione Diktio, l’Ambasciata dei diritti delle Marche, Najibullah, Youssef, Ali.

Grazie a Ali (Laboratorio 53), Anna Maria Giordano e Maria Angela Spitella per averci prestato le loro voci.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: