Io conto, tu ti nascondi

20 Mar

Carissime e carissimi,

alcuni di voi già sapranno che Terranave, la trasmissione radiofonica a mia cura, si è occupata e si occupa spesso di educazione. Così come è accaduto nel 2013, anche quest’anno alcune delle testimonianze raccolte nel corso di queste ricerche sono state raccontate in un audio documentario in cinque puntate, che andrà in onda sulle frequenze di Radio Rai Tre, all’interno di Tre soldi, lo spazio radiofonico serale dedicato al documentario.

Il lavoro, dal titolo “Io conto, tu ti nascondi”, affronta il tema del gioco e di come questo possa essere uno strumento didattico  e di crescita straordinario. Le cinque puntate saranno trasmesse da lunedì 24 a venerdì 28 marzo, alle 19.45 (mi raccomando, sintonizzatevi in tempo, le puntate durano solo quindici minuti l’una).

Qua sotto qualche informazione in più su questa ricerca e un breve estratto sonoro della prima puntata di lunedì,

buon ascolto!

Il primo minuto della prima puntata:

Io conto, tu ti nascondi

“Quando sono grande voglio giocare da sola”.

Viola ha tre anni, a chi le chiede cosa vuole fare da grande risponde che il suo lavoro è giocare. E sogna un futuro in cui potrà farlo in autonomia, lontano dagli sguardi dei grandi.

Il gioco è una delle componenti essenziali della nostra vita, ma più cresciamo più tendiamo a dimenticarlo. Giocare significa esplorare i propri limiti, acquisire la capacità di spostarsi da un ruolo a un altro, “di cambiare cornice”. Lo spiegano i numerosi esperti della cultura del gioco che intervengono in questo audio documentario in cinque puntate.

Secondo i protagonisti di questo lavoro – maestri, costruttori di giocattoli, ricercatori, pedagogisti, educatori di strada – il divertimento è la base fondamentale della scelta. Quando un individuo ha la possibilità di scegliere se mettersi in gioco, allora lì sta passando un conflitto interno: se si è disposti a rischiare di fare una brutta figura o di sbagliare ci si permette anche di scoprire delle cose nuove. Chi si astiene dal gioco ha paura di cadere nel ridicolo, e se ne sta tutto rigido nella sua cosiddetta serietà, mentre il gioco chiede sempre che ci si metta in gioco lasciandosi andare. “Ciò che il gioco sregola è il sè stesso del giocatore”.

Con gli interventi di: Gianfranco Staccioli, Valentina Pescetti, Roberto Papetti, Franco Lorenzoni, Enrico Euli, Viviana Petrucci, Walter Cozzolino, Ariel Castelo, Marco Saverio Loperfido, Francesco Tonucci

Con le voci di: Viola, Greta e i bambini del cortile di Via Selinunte

Io conto, tu ti nascondi è un lavoro di Marzia Coronati, in collaborazione con AMISnet

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